Projet Dostoïevski

Il progetto Dostoevskij è cominciato nel 1991, varie tappe di questo lavoro sui “demoni" sono state realizzate in Italia ed in Russia. La prima tappa, Tre Studi per i demoni, fu presentata in un vecchio centro della gioventù fascista a Modena, in un vecchio ospedale psichiatrico a Volterra ed in un Chiostro a Riva del Garda. Il gruppo degli interpreti era composto da attrici e da attori belgi, italiani e francesi.


Affiche

Quadrille

affiche

Quadriglie



Per la seconda tappa, Quadriglie, cinque attori della Compagnia di Vassiliev si sono aggiunti al gruppo iniziale. Un primo periodo di lavoro ha avuto luogo a Mosca al Teatro Taganka. Il secondo si è svolto a Modena.


Progetto Dostoevskij: l’esplorazione di un territorio



E’ difficile fare il punto di un percorso quando ci si trova ormai lontani dall’inizio, tanto da non potere più usare con fiduciosa esuberanza le parole con le quali si nominava la determinazione a partire, ma si è ancora lontani dalla conclusione, i fatti non si possono vedere e raccontare con la disposizione consequenziale che assume il racconto di una vicenda conclusa.


La pagina di diario sembra essere l’unica comunicazione possibile, oppure la lettera con la quale comunichiamo a chi è rimasto a casa le impressioni e i sentimenti del viaggio. Ma quando il linguaggio scelto è quello dei gesti e del movimento della voce e della parola catturata e restituita – linguaggio fisico che implica la presenza dell’interlocutore nell’unità spazio – temporale tracciata dall’azione – allora è necessario delimitare un luogo di rappresentazione in cui, per la durata di un incontro, dei visitatori vengono accolti e guidati nel territorio attraversato dal gruppo di lavoro.


Lo “studio” è anche questo: la necessità di organizzare, rappresentandoli, i percorsi di una esplorazione.


Del resto l’idea del viaggio, come reale condizione, non come metafora, ha accompagnato fin dal primo momento, il progetto Dostoevskij. Viaggio nell’universo letterario ed esistenziale di un autore che la nostra sensibilità spingeva a incontrare – sia pure con motivazioni e atteggiamenti diversi per i singoli partecipanti - e viaggio concreto nella terra che così prepotentemente occupa i pensieri, gli atti e le parole dei protagonisti del romanzo da noi scelto: i Demoni.


Il viaggio in Russia costituisce il presupposto di questo studio e determina le caratteristiche del nostro attuale lavoro. L’incontro, sul paino artistico e umano, con gli attori russi, ha guidato la definizione del nostro territorio d’esperienza e la precisione delle modalità di esplorazione dello stesso.


Il concreto scambio di informazioni e incomprensioni nel quotidiano percorso verso una meta comune, impone a ciascuno di precisare motivazioni e attitudini: se mette di fronte alla impossibilità di aderire completamente alle ragioni dell’altro, rafforza il bisogno di condividerle.


Ci allontaniamo dalla nostra dimora abituale senza negare quello che siamo, consapevoli che la forma della nostra esplorazione è una forma teatrale. Questo è stato chiaro fin dall’inizio e si precisa ad ogni tappa del lavoro: il metodo che Thierry Salmon propone agli attori è diverso, sta mutando rispetto a quello che aveva portato alle sue precedenti realizzazioni.


Nasce dalle diverse esigenze che un autore come Dostoevskij impone, ma anche dalle particolari condizioni in cui oggi si definisce un gruppo di lavoro teatrale. Un gruppo di teatro è, per tradizione e circostanze di lavoro, un gruppo in viaggio e con questo condivide le caratteristiche di estrema occasionalità e artificialità, ma anche la necessità di ricostruire ogni giorno il proprio territorio, e il privilegio di vivere momenti di intensa, essenziale autenticità. In più ha la possibilità di trasformare, dentro e fuori di sé gli strumenti dell’esplorazione in mezzi per la comunicazione.


La solitudine dell’attore, ci dicono i maestri del teatro, è una solitudine in pubblico e l’intimità del gruppo porta con sé la consapevolezza dello sguardo dell’altro.


E’ qualcosa che ha a che fare con l’onestà dell’artigianato teatrale e con la necessità di non trasformare la produzione di immagini a partire da sé, in delirante auto rappresentazione.


“Quante immagini vissute e da me ricreate, andranno perdute, si spegneranno nella mia testa o si dissolveranno come un veleno nel sangue! Si, se non potrò più scrivere io perirò. Meglio quindici anni di reclusione ma con la penna in mano!” (F. Dostoevskij, Lettera al fratello, 22 dicembre 1849)



Finalmente incominciò anche la “quadriglia della letteratura”. In città, negli ultimi tempi, appena si cominciava a parlare del ballo imminente, subito il discorso cadeva su questa “quadriglia della letteratura” e , poiché nessuno poteva immaginare cosa fosse, la cosa aveva suscitato una curiosità enorme. Niente poteva essere più pericoloso per il successo dell’impresa, e quale fu la delusione! I Demoni


Quadriglie sono il territorio esplorato in questo studio, un luogo del romanzo e insieme un modulo di composizione. I personaggi e gli attori hanno assunto durante il lavoro la condizione di guide, e come le vere guide, nel tempo separato e sospeso delle prove, hanno condotto il percorso del gruppo. Movimenti attenti, concentrati sulla meta, ma improvvisamente capricciosi, devianti rispetto alla impazienza dei primi spettatori e alla nostra urgenza di vedere confermato l’impulso iniziale del viaggio. E’ un modo privilegiato e arduo di continuare il cammino.



Renata Molinari


Photos

Distribution

Vers les photos du spectacle

Quadriglie



Regia Thierry Salmon


Drammaturgia Renata Molinari


Composizione musicale Patrick De Clerck


Scenografia e costumi Patricia Saive


Progetto luci Enrico Bagnoli


Movimenti scenici Monica Klinger


Assistente alla regia Carmen Blanco Principal


Assistente alla produzione Rossana Raddi


Responsabile del progetto a Mosca Nikolai Chindyaikin


Organizzazione Marina Prokhorova


Direttore tecnico Nokolai Antonov


Tecnico luci Ivan Danichev


Capo costumista Svietlana Zabavnikova


Sarta Elena Nikolaievna


Traduttrici interpreti Rimma Genkina, Maria Zonina, Gabriella Tozzetti


Interpreti


Marie Bach, Svietlana Chernova, Nicolai Chindyaikin, Liudmilla Drebnyova, Cristiane Henri, Maria Grazia Mandruzzato, Larissa Novikova, Renata Palminiello, Vladimir Rogulchenko, Bruno Stori, Dominique Tack


Musicisti


Quartetto Trigulnik a Mosca


Paola Garavaldi, Henry Samuel, Alessandro Urso, Paolo Grandi a Modena


Produzione Drama Teatri San Geminiano in collaborazione Scuola d’arte drammatica di Anatolij Vassilev di Mosca


Debutto Mosca, Teatro Taganka, 24-25-26 ottobre 1991 Modena, Sala XXVI Settembre, 18-19-20 novembre 1991


Presse

Estratti stampa Quadriglie, 1991



[…] In scena ci sono ancora i personaggi del primo studio, da Varvara Petrovna a Stepan Trofimovic, da Liza a Satov, da Masa a Dasa: nobili, contadini e intellettuali. Ma più che personaggi essi appaiono fasci di sensazioni, di reazioni emotive. Pur compiendo azioni fisiche molto precise sembrano entità spirituali, prototipi di quell’animo russo che cerca nel fondo dell’estrema abiezione la possibilità di salvezza. Si ha insomma, l’impressione di spiare quel momento segreto in cui l’attore, pronto a tutto, insegue il suo personaggio. Di partecipare a un lavoro che, in sintonia con le idee di Salmon e Vassiliev, mostra come l’azione fisica sia un prolungamento di quella psicologica (E viceversa). […]


[…] Derisone e possessione si intrecciano in questo lavoro; ogni attore butta qualcosa di sé, coraggiosamente, oltre l’ostacolo. La meta val bene la sfida: c’è da guadagnarsi il mondo dell’esistenza, a ogni viaggio e a ogni studio, sempre più vicina. […]


Maria Grazia Gregori, Al gran ballo dei Demoni, “L’Unità”, 21 novembre 1991



[…] Ognuna delle Quadriglie che danno il titolo alla serata e coinvolgeranno concentricamente altri personaggi, ha un suo tema. Si tenta così di prefigurare in secche sintesi i molti rivoli del gran fiume narrativo: la problematica filosofica e quella esistenziale, il misticismo e la politica, l’ideale estetizzante, la rivolta nichilista, mentre il groviglio di queste vite di provincia sospese tra l’esasperazione dei sentimenti e l’atrocità dei complotti prende slancio nella forma di un dinamismo circolare progressivamente disperdendosi, mentre le cadenze strisciate, ossessive, si fanno più violente.. […]


Franco Quadri, I Demoni a quattro, “La Repubblica”, 21 novembre 1991



[…] Quadriglie è un viaggio, anzi un pellegrinaggio, lento, verso l’affermazione e la ricerca di una energia da giocare in scena. Attraverso il metodo complicato della improvvisazione e mai come in questo studio pubblico si è visto generosità e voglia di esporsi sia da parte degli attori che da parte di Thierry Salmon. Situazioni ed azioni limite, ampi gesti e piccole sottolineature di sentimenti forti vengono donate al pubblico: con una sincerità disarmante. […]


[…] Il linguaggio dello spettacolo è quello dei gesti, anche se le parole, importanti e forti vengono catturate e restituite sempre in modo collettivo. Il pretesto dello studio è quello della festa , ed i sorrisi ed i delicati abbracci degli attori fanno entrare famigliarmente dentro la situazione, tanto che ad un certo punto della festa, il pubblico ha come la sensazione di poter osservare da vicino come in un carrello in avanti cinematografico. […]


Fabrizio Maselli, Pellegrinaggio al limite dell’uomo, “La Gazzetta di Modena”, 21 novembre 1991