Affiche

Faustae Tabulae

affiche

La storia del progetto 'Faust', così come è concepita e messa in scena da Thierry Salmon, è la storia di una perdita. Perdita della memoria collettiva, perdita delle tracce della cultura occidentale, perdita della vita urbana, perdita della memoria personale degli artisti, degli attori...
La trama di questo progetto è basata sul terzo atto dell'opera Faust di Gounod ma altri due testi sono le fonti di ispirazione per l'ambientazione e l'atmosfera dello spettacolo: In the country of last things, romanzo dello scrittore americano Paul Auster, e Il guaritore delle cattedrali di Philip K. Dick.
Nel percorso artistico di Thierry Salmon, la valorizzazione dell'interazione reciproca tra cantanti e attori è un aspetto fondamentale. Già nello spettacolo Le Troiane questo rapporto era evidente. Lo stesso in Des Passtons, in cui Salmon ha lavorato sulle relazioni tra gli attori e i musicisti di un quartetto. Nel nuovo progetto Salmon approfondisce questo lavoro tra attore, cantante e musicista.

Le opere di Thierry Salmon non si lasciano comprendere appieno da una presentazione sommaria del testo e dalla regia. Sono delle grandi spedizioni che si svolgono nello spazio, scaglionate in lunghi periodi, che fanno affidamento su di una equipe d’attori venuti da tutti gli orizzonti e pratiche teatrali.
Faustae Tabulae corrisponde ad una nuova tappa nel lavoro di Salmon. In una città messa a sacco e senza dubbio occupata da una potenza nemica, degli attori, dei cantanti e dei musicisti sono alla ricerca delle tracce di ciò che rimane della memoria della città. Uomini e donne errano esclusivamente preoccupati per la loro sopravvivenza. Simon F. trova asilo in una grande sala abbandonata dove si trovavano un tempo gli archivi di una cultura nel frattempo scomparsa.
Egli vi scopre una partitura intatta: l’ultimo atto di un’opera basata sul mito di Faust. Può darsi che sia questa la chiave di lettura che gli permetterà di comprendere lo stato d’emergenza. A partire da questo momento nulla ha più interesse per lui tranne ricostruire l’opera. Cerca allora di mettere insieme documenti e testimonianze. Attira nel suo nascondiglio degli artisti venuti da altri quartieri della città per aiutarlo a ricomporre l’opera completa a partire dalle vestigie: musicisti, cantanti, attori che in un lontano passato hanno avuto qualcosa a che fare con l’argomento del Faust; disegnatori, modellisti, tutti quelli che possono contribuire a resuscitare un’immagine della città tale e quale doveva essere prima che Faust rinunciasse al sapere per il piacere. Insieme fanno rivivere una parte della partitura scomparsa: le storie dei differenti personaggi che parlano lingue diverse, si aggrovigliano; le voci e gli strumenti si accordano. La ricostruzione dell’opera può cominciare e con essa la ricerca dei resti della memoria di una città e dei suoi abitanti. Ma l’impresa era troppo audace. Solo alcuni potranno resistere alle forze distruttrici che sorgono dalla città...
Faustae Tabulae annuncia una nuova spedizione di Thierry Salmon, in cui per la prima volta la musica d’opera occupa un posto predominante: un insieme musicale, dei cantanti d’opera, degli attori orchestrati da Thierry Salmon in un rifugio.
Una Torre di Babele dalle risonanze di un’opera; ultimo asilo, ultima speranza di ricostruire ciò che fu perduto? O punto d’incontro di alcuni “sopravvissuti” in marcia verso dei nuovi orizzonti?

Photos

Distribution

Vers les photos du spectacle

FAUSTAE TABULAE


dal

terzo atto del Faust di Charles Gounod


libretto di

Jules Barbier e Michel Carré


scrittura

Manuel A. Pereira, Thierry Salmon

regia

Thierry Salmon


direzione musicale

Koen Kessels


con

Marie Bach, Renato Carpentieri, Daria Lippi, Carmela Locantore, Renata Palminiello, Pierre Renaux, Fabrice Rodriguez


cantanti

Christine Lamy, Dirk Laplasse, Piotr Nowacki, Cristina Rubin


musicisti

Johan Bossers, Jaan Bossier, Arne De Force, Bathylle Goldstein, Dick Van Der Harst


scene e costumi

Patricia Saive


luci

Enrico Bagnoli


assistente alla regia

Carmen Blanco Principal, Manuel A. Pereira, Michal Znaniecki


produzione

Emilia Romagna Teatro, SYZYGIE a.s.b.l., kunstenFESTIVALdesArts 1995



debutto

13/05/1995 BRUXELLES, kunstenFESTIVALdesArts, sala "Jefke"

Presse

… «  Les Faustae Tabulae  de Thierry Salmon distillent un autre charme. On y accède, par un parking, comme au cœur d’un bunker qui tiendrait de l’abri antiatomique, de la salle de classe et du laboratoire. Sur l’une des tables, la maquette d’une ville en destruction qui pourrait être Bruxelles. Impossible d’appréhender d’un coup ce spectacle où les sons et les images sont autant de pièces énigmatiques et contradictoires qui forment un étrange puzzle musical : le troisième acte du Faust de Gounod, transformé en œuvre de résistance, alors que, au-dehors, la tempête fait rage. Ils sont près de trente acteurs, chanteurs, musiciens, plasticiens, laborantins d’une mémoire en lambeaux, comme ces morceaux de papiers aux lignes effacées qui sèchent sur des fils. » …

René Solis – Libération - Le 17.05.1995



… « Quête de la mémoire, perte de sens, besoin de figer les choses du passé pour se rassurer…tout cela est au cœur de ce spectacle foisonnant d’idées et d’images. On y trouve la maquette figée d’une ville qui ne ressemble plus du tout à ce qu’elle était ; des personnages échappés des précédents spectacles de Salmon, la Dacha de « Des Passions », l’Hélène des « Troyennes » ; un grand de la comédie italienne,Renato Carpentieri dans le rôle de Balthazar, formidable embrouilleur de cartes, livrant une savoureuse parodie napolitaine du Faust de Goethe ; des chanteurs d’opéra et un petit orchestre interprétant l’œuvre de Gounod en direct ; une ancienne chanteuse de la Monnaie évoquant ses souvenirs ; l’intrusion de la vidéo comme seul témoignage de la vie extérieure. Autant d’éléments qui permettent à Salmon d’approcher ce « Faust » dont il ne connaissait pas grand-chose hormis le fameux « air des bijoux » chanté dans tintin par la Castafiore. Partant de cette méconnaissance, le metteur en scène a enquêté, questionné et créé ce spectacle puzzle. » …

Jean-Marie Wynants - Le soir - Le 16.05.1995



… « Una delle cose più emozionanti di « Faustae Tabulae », anche se forse soltanto per qualche spettarore, è l’immagine di Carmela Locantore che vaga muta e solitaria per lo spazio scenico, col costume indossato anni fa nelle « Troiane ». Resa ancora più bella dall’avanzata maternità. Portando anche qui l’enigma della bellezza e l’estraneità di quel suo personaggio, Elena (a lei non caso Salmon riserva l’ultima battuta, pero con le parole del « Faust » di Goethe). Ma c’è anche, fra i personaggi, la Dasha dei « Demoni » interpretata dalla tenera Marie Bach. In uno spettacolo dedicato alla memoria e alla sua cancellazione, (…), Salmon sembra giocare con la memoria sua e dello spettatore richiamando in vita due momenti del suo passato « italiano ». La lunga avventura delle « Troiane », culminata nella rappresentazione della tragedia nell’anfiteatro creato sulle rovine di Gibellina, nel greco antico che diventava canto nelle voci delle 34 interpreti e grazie all’intervento di Giovanna Marini. E l’altrettanto frammentato e lungo projetto di « Des Passions » con cui rileggeva il romanzo di Dostoevskij. Ma proprio questi due lavori sono anche il simbolo di un metodo che era già implicito nel bellissimo « Fastes/Foules » con cui si era conosciuto il regista belga, all’inizio degli anni ottanta. Un metodo di lavoro in cui lo studio, l’approfondimento dei raporti, protratto spesso per un periodo molto lungo, ha un ruolo determinante, anche al di là del risultato finale. Dove dunque diventa cruciale proprio l’equivalenza fra teatro e memoria su cui si interroga lo spettacolo, nella dichiarata sfiduccia davanti a una volontà di una riproduzione meccanica che vuol dire letteralmente « fermare » il processo. »

Gianni Manzella – Il Manifesto – Le 09.06.1995